Il peeling chimico è uno dei trattamenti più efficaci che ho in studio — e uno di quelli che spaventa di più. La parola “chimico” fa un certo effetto. Eppure, se fatto nel modo giusto dal medico giusto, è uno strumento potente, sicuro e con risultati concreti. Ti racconto come funziona davvero.
Cosa fa il peeling chimico alla tua pelle
Un peeling chimico è l’applicazione controllata di una sostanza acida sulla pelle per provocare uno sfaldamento degli strati superficiali (o più profondi, a seconda del tipo). Sembra brutale detto così, ma è esattamente quello di cui la pelle ha bisogno per rinnovarsi: si elimina lo strato vecchio e danneggiato, e si stimola la produzione di nuove cellule più sane, più compatte, più luminose.
Superficiale, medio, profondo: non sono la stessa cosa
I peeling si dividono per profondità d’azione, e la scelta dipende dal tipo di pelle, dal problema da trattare e dalla stagione (i peeling più aggressivi si fanno in autunno-inverno, lontano dal sole).
Superficiali (AHA: acido glicolico, lattico, mandelico): rimuovono solo lo strato più esterno. Nessun downtime reale, ideali per luminosità, idratazione, macchie lievi. Si possono fare anche ogni 2-4 settimane.
Medi (TCA al 15-35%): arrivano al derma superficiale. Qualche giorno di rossore e desquamazione visibile. Ottimi per macchie più importanti, rughe sottili, cicatrici superficiali da acne.
Profondi (TCA concentrato, fenolo): impatto importante, downtime di 1-2 settimane, risultati significativi su rughe profonde e fotoinvecchiamento severo. Si fanno raramente e richiedono una valutazione medica approfondita.
Fa male? Come ci si sente dopo?
Durante l’applicazione si sente un bruciore — più o meno intenso a seconda del tipo di peeling. Di solito dura pochi minuti e poi passa. Dopo, la pelle può essere arrossata, tesa, e nei giorni successivi si desquama (quanto dipende dalla profondità). Non è piacevole esteticamente quella settimana, ma è il segno che il processo sta funzionando.
A chi serve e quando non farlo
Il peeling è indicato per: macchie solari e da iperpigmentazione, pelle spenta con texture irregolare, segni di acne, rughe superficiali, fotoinvecchiamento. Non si fa in gravidanza, su pelli con infezioni attive, erpes in corso, o in piena estate se si va al sole. La preparazione della pelle nei giorni precedenti (con creme specifiche) e la protezione solare rigorosa dopo sono parte integrante del trattamento — non optional.
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