Quando si sorride e la gengiva superiore si mostra per più di 3-4 millimetri, si parla di sorriso gengivale — o gummy smile. Non è un difetto: è una variante anatomica. Ma per molte persone diventa fonte di insicurezza, soprattutto nelle foto. Esiste una soluzione semplice ed efficace, senza chirurgia.
Perché compare il sorriso gengivale
Le cause possono essere diverse e spesso si sovrappongono: un labbro superiore corto che si alza eccessivamente quando si sorride, una gengiva che cresce più del normale, o un eccesso di attività del muscolo elevatore del labbro superiore — quello che letteralmente “tira su” il labbro durante il sorriso. Capire quale componente è prevalente è importante perché cambia l’approccio: il botox agisce bene sulla componente muscolare, meno sulle altre.
Come funziona il botox per il gummy smile
La tossina botulinica viene iniettata in piccolissime quantità nel muscolo elevatore del labbro superiore — di solito in uno o due punti per lato, nella zona del solco naso-labiale. Il muscolo si rilassa parzialmente e, quando la persona sorride, il labbro sale meno, coprendo una parte della gengiva che prima era visibile. Il risultato è un sorriso più equilibrato, che non appare “bloccato” ma semplicemente più proporzionato.
Quanto dura e come si gestisce nel tempo
L’effetto dura in media 3-4 mesi, dopodiché il trattamento va ripetuto. Con il tempo, molti pazienti notano che il muscolo risponde in modo più duraturo. La procedura è veloce, praticamente indolore e non lascia segni visibili.
Cosa può andare storto (e come si evita)
La principale complicazione è l’asimmetria del labbro — un lato che sale più dell’altro — o un effetto eccessivo che rende il sorriso innaturale. Si evita lavorando con dosi calibrate, valutando attentamente la mimica del paziente prima di procedere e iniziando sempre con meno, potendo aggiungere se necessario. È uno dei trattamenti in cui l’esperienza dell’operatore fa la differenza più evidente.
Non è solo un problema estetico
Per alcune persone il sorriso gengivale è associato a una vera e propria inibizione sociale: evitano di sorridere nelle foto, si coprono la bocca con la mano, si sentono a disagio in situazioni pubbliche. Quando il disagio è concreto, trattarlo è legittimo — e i risultati, in questi casi, vanno ben oltre l’estetica.
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Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il consulto medico. Per una valutazione personalizzata, prenota una visita.

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