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Protezione solare: gli errori più comuni (e come evitarli)

Maggio è il mese in cui si inizia a pensare al mare, al sole, all’abbronzatura. Ma è anche il mese in cui vedo più pazienti che vanno al sole dopo un peeling, un filler o una seduta laser senza la protezione adeguata — e i risultati si vedono. La crema solare non è un optional estivo: è parte integrante di qualsiasi percorso di cura della pelle.

L’SPF non funziona se non sai come si usa

L’SPF misura quanto tempo in più puoi stare al sole rispetto a senza protezione prima di scottarti. Ma attenzione: questo vale solo se la crema è applicata in quantità sufficiente. La quantità studiata nei laboratori per testare l’SPF è 2 mg per centimetro quadro di pelle — molto più di quanto la maggior parte delle persone mette davvero. Chi usa “pochino” pensando di evitare l’effetto unto, ottiene nella pratica una protezione drasticamente inferiore a quella dichiarata sulla confezione.

Quanto se ne usa davvero (e quanto se ne dovrebbe usare)

Per il viso da solo, parliamo di circa mezzo cucchiaino di prodotto. Per il corpo, di una quantità che riempie il palmo della mano. So che sembra tanto. Ma la pelle non si difende da sola dai raggi UV — e le conseguenze di una protezione inadeguata nel tempo si traducono in macchie, rughe precoci, alterazioni del tono della pelle. Sono gli inestetismi che poi arrivano in studio.

Protezione solare e trattamenti estetici: non è facoltativo

Questa è la parte che ripeto sempre alle mie pazienti: se ha fatto un peeling, una biorivitalizzazione, un laser o qualsiasi trattamento che lavora sulla pelle, la protezione solare dopo non è un consiglio — è una condizione necessaria. La pelle trattata è più sensibile ai raggi UV. Il rischio di iperpigmentazione post-infiammatoria (macchie scure che compaiono come risposta al sole su pelle stressata) è reale, e può vanificare settimane di trattamento. Non serve ricominciare da capo: basta proteggere.

“Ma io mi abbronzo sempre senza scottarmi” — lo sento spesso

L’abbronzatura è una risposta di difesa della pelle, non un segnale di salute. La melanina si produce come reazione ai danni da UV: è la pelle che cerca di proteggersi da qualcosa che la sta danneggiando. Il fatto di non scottarsi non significa non subire danni — significa solo che la pelle ha una tolleranza maggiore. I danni da fotoinvecchiamento si accumulano silenziosamente per anni e si manifestano quando è più difficile intervenire. Prevenire costa meno — in termini di pelle, e di trattamenti futuri.

Come scegliere la crema solare giusta

Non esiste “la migliore” in assoluto: esiste quella più adatta alla tua pelle. Le pelli grasse e acneiche fanno meglio con texture leggere, gel o fluidi oil-free. Le pelli secche o mature possono tollerare texture più ricche, spesso con attivi idratanti integrati. Quello che non cambia è il valore di protezione: SPF 50 o 50+ tutto l’anno, anche d’inverno se si è in montagna o a quote elevate. E deve essere riapplicata ogni due ore in caso di esposizione prolungata.

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Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il consulto medico. Per una valutazione personalizzata della tua pelle, prenota una visita.

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