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Biorivitalizzazione: cos’è, quando farla e cosa aspettarsi davvero

“Biorivitalizzazione” è una parola che sento spesso storpiare o confondere con altri trattamenti. È uno dei miei preferiti in studio — perché funziona in modo silenzioso, progressivo, senza stravolgere nulla. Ma solo se si capisce bene cosa fa e cosa non fa.

Non è un filler (e la differenza conta)

Il filler aggiunge volume: riempie un solco, definisce un contorno. La biorivitalizzazione fa qualcosa di diverso: porta dentro la pelle le sostanze che nel tempo ha perso — principalmente acido ialuronico, ma anche aminoacidi, vitamine, antiossidanti — per restituirle idratazione, elasticità, luminosità. Non cambia i volumi, non sposta i lineamenti. Lavora sulla qualità della pelle, non sulla forma del viso.

Quando ha senso farlo

Lo consiglio in diversi momenti: quando la pelle appare spenta, secca, priva di tono anche dopo una buona skincare. Dopo l’estate, per recuperare i danni da sole. In primavera, come “reset” dopo l’inverno. Prima di un evento importante, per avere la pelle al massimo. E in modo continuativo, come prevenzione, nelle pazienti che vogliono mantenere una pelle in salute nel tempo senza ricorrere a trattamenti più invasivi. Non c’è un’età giusta: ho pazienti di 30 anni che lo fanno per prevenzione e pazienti di 60 che lo usano per mantenere compattezza.

Come si fa e cosa si sente

Si inietta il prodotto nel derma superficiale con ago o cannula, in più punti distribuiti su tutto il viso (o collo, décolleté, mani — le zone che la paziente vuole trattare). Si sente un lieve fastidio, paragonabile a piccole punture. Subito dopo si può avere qualche piccolo ponfo che si riassorbe in poche ore. Il rossore dura in genere meno di 24 ore. Non è un trattamento che lascia segni visibili: il giorno dopo si può andare tranquillamente al lavoro.

Quando si vedono i risultati

Questo è il punto su cui devo essere onesta: la biorivitalizzazione non è un trattamento a effetto immediato e spettacolare. I risultati arrivano con costanza. Di solito si fanno 3-4 sedute a distanza di 2-4 settimane l’una dall’altra, e il miglioramento diventa evidente dopo la seconda o terza seduta. Quello che si nota: pelle più luminosa, più idratata al tatto, più “riposata” nell’aspetto. Le rughe superficiali si attenuano. Il tono migliora. È un trattamento che soddisfa di più chi sa cosa cercare.

Chi non lo dovrebbe fare

Come ogni trattamento iniettivo, non è indicato in gravidanza e allattamento, in caso di infezioni attive nella zona da trattare, in chi è in terapia con anticoagulanti (o va valutato con attenzione). La visita medica serve proprio a capire se è il momento giusto e il trattamento giusto per quella specifica persona.

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Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il consulto medico. Per una valutazione personalizzata della tua pelle, prenota una visita.

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