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Ialuronidasi: sciogliere il filler in sicurezza

L’ialuronidasi è l’enzima che utilizzo per dissolvere i filler a base di acido ialuronico. È uno strumento fondamentale nella mia pratica: mi permette di correggere risultati insoddisfacenti, gestire complicanze o semplicemente assecondare il cambiamento di gusti del paziente.

Si tratta di una procedura medica a tutti gli effetti, non un semplice “annullamento”. Richiede la stessa attenzione diagnostica di un’iniezione di filler — e, in alcune situazioni, è urgente.


Cos’è l’ialuronidasi e come funziona

L’ialuronidasi è un enzima naturalmente presente nell’organismo, prodotto sinteticamente per uso medico. Iniettata nella zona in cui è presente il filler, rompe i legami chimici dell’acido ialuronico reticolato, degradandolo in frammenti che vengono poi eliminati naturalmente dal corpo.

L’effetto è relativamente rapido: la dissoluzione inizia nelle ore successive all’iniezione e si completa in 24–72 ore. In alcuni casi — come nelle emergenze vascolari — è necessario intervenire immediatamente e ad alte dosi per prevenire danni tissutali.


Quando è indicata l’ialuronidasi

  • Risultato estetico insoddisfacente: filler in eccesso, asimmetria, effetto “gonfiato” o innaturale
  • Effetto Tyndall: colorazione bluastra visibile sotto la pelle, spesso causata da filler posizionato troppo superficialmente
  • Noduli e granulomi: formazioni dure palpabili nella zona iniettata
  • Migrazione del filler: il prodotto si è spostato dalla zona di iniezione originale
  • Occlusione vascolare: emergenza medica — il filler ha compromesso il flusso sanguigno in un’arteria
  • Richiesta del paziente di tornare al suo aspetto naturale
  • Preparazione per un nuovo trattamento di filler con diversa tecnica o prodotto

L’emergenza vascolare: quando non si può aspettare

L’occlusione vascolare è la complicanza più grave dei filler con acido ialuronico. Se durante o dopo un’iniezione il filler ostruisce un’arteria, i tessuti irrorati da quella arteria rischiano di andare in necrosi nel giro di ore.

I segnali di allarme sono: dolore improvviso e intenso, sbiancamento della pelle (blanching), alterazione del colore verso viola o grigio, dolore oculare. In questi casi l’ialuronidasi va iniettata immediatamente e in abbondanza, seguita da massaggio vigoroso e protocollo di emergenza.

Per questa ragione tengo sempre ialuronidasi disponibile durante ogni seduta di filler, e ho seguito una formazione specifica sulla gestione delle complicanze vascolari.


Come si svolge la procedura

Prima di procedere, eseguo sempre una valutazione clinica accurata: tipo di filler presente (non tutti i filler si dissolvono con l’ialuronidasi — solo quelli a base di acido ialuronico), quantità approssimativa, profondità e localizzazione. In alcuni casi utilizzo l’ecografia per guidare l’iniezione con precisione millimetrica.

  • Test di allergia cutanea (skin test) con piccola quantità di ialuronidasi — attesa 20–30 min (in caso di primo utilizzo)
  • Iniezione nella zona target con ago fine o cannula
  • Massaggio delicato per favorire la distribuzione dell’enzima
  • Valutazione del risultato a 24–72 ore
  • Eventuale seconda sessione se la dissoluzione è parziale

La procedura è rapida (10–20 minuti) e relativamente indolore. Può essere necessaria più di una sessione per filler molto reticolati o depositi abbondanti.


Risultati e tempistiche

La dissoluzione avviene in tempi diversi a seconda della quantità e del tipo di filler presente:

  • Effetti estetici lievi (Tyndall, piccolo eccesso): risoluzione quasi completa in 24–48 ore
  • Volumi importanti: riduzione progressiva in 3–5 giorni, con possibile seconda seduta
  • Emergenza vascolare: il trattamento va ripetuto ogni 1–2 ore fino alla risoluzione del blanching

Dopo la dissoluzione completa, la zona può apparire “vuota” rispetto a com’era prima del filler — è normale. Si possono inserire nuovi filler dopo un minimo di 2 settimane, per permettere ai tessuti di stabilizzarsi.


Quanto filler rimane dopo la dissoluzione?

L’ialuronidasi non è selettiva: degrada anche l’acido ialuronico endogeno prodotto naturalmente dalla pelle. Per questo motivo è normale osservare una leggera perdita di volume anche rispetto alla situazione pre-filler nelle prime settimane. Questa perdita è temporanea — i fibroblasti ripristinano la produzione di acido ialuronico naturale nel giro di 4–6 settimane.


Controindicazioni

  • Allergia nota all’ialuronidasi (rara ma possibile — derivata da proteine animali)
  • Allergia alle api o ai loro prodotti (cross-reattività potenziale)
  • Gravidanza e allattamento
  • Infezione attiva nella zona da trattare
  • Presenza di filler non a base di acido ialuronico (permanenti, silicone, PMMA): l’ialuronidasi non è efficace

Domande frequenti

Posso sciogliere qualsiasi filler?

No. L’ialuronidasi scioglie solo i filler a base di acido ialuronico. I filler permanenti (silicone, poliacrilammide), semipermanenti (idrossiapatite di calcio, PLLA) e biologici non rispondono a questo enzima. Prima di procedere verifico sempre quale prodotto è stato iniettato.

Fa male?

La procedura è ben tollerata. Si avverte un pizzicore durante l’iniezione, simile a quello del filler. Nelle ore successive può comparire un leggero gonfiore nella zona trattata, che si risolve in 24–48 ore. L’anestetico topico non è sempre necessario ma posso applicarlo su richiesta.

Posso rifare il filler subito dopo?

No. Aspetto almeno 2–4 settimane prima di reiniettare filler nella stessa zona. Questo intervallo permette ai tessuti di riassorbirsi, all’eventuale edema di risolversi e all’acido ialuronico endogeno di ripristinarsi — così ho un quadro clinico preciso da cui ripartire.

Ho fatto il filler altrove e non sono soddisfatta: posso venire da te?

Sì. Valuto regolarmente pazienti che hanno ricevuto trattamenti in altri studi e non sono soddisfatte del risultato. Prima di procedere con la dissoluzione, esamino con cura la situazione — spesso anche con l’ecografia — per capire quanto filler è presente, dove e a quale profondità, e pianificare l’approccio più sicuro.


Riferimenti scientifici

  • Rzany B, DeLorenzi C. Understanding, Avoiding, and Managing Severe Filler Complications. Plast Reconstr Surg. 2015;136(5 Suppl):196S–203S.
  • DeLorenzi C. Complications of injectable fillers, part 2: vascular complications. Aesthet Surg J. 2014;34(4):584–600.
  • King M et al. Hyaluronidase: Resolving Hyaluronic Acid Filler Complications. J Clin Aesthet Dermatol. 2018;11(6):E55–E60.

Prenota una consulenza

Se hai dubbi su un filler esistente, noti un risultato insoddisfacente o hai urgenza di gestire una complicanza, contattami. Una valutazione clinica è sempre il primo passo: capire cosa c’è, dove si trova e se l’ialuronidasi è effettivamente indicata.

Ricevo ad Anagni, Roma, Milano e Torino. Per urgenze vascolari, contattami direttamente via telefono.


Le informazioni contenute in questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la consulenza medica individuale. Ogni trattamento viene valutato caso per caso. Dott.ssa Simona Varì, medico chirurgo iscritta all’Ordine di Frosinone al n. 3430.


Bibliografia

  1. Cavallini M, et al. Hyaluronidase for Dermal Filler Complications: Review of Applications and Dosage Recommendations. JMIR Dermatol. 2024;7:e50403. PMID: 38231537
  2. DeLorenzi C, et al. Guideline for the Safe Use of Hyaluronidase in Aesthetic Medicine, Including Modified High-dose Protocol. Plast Reconstr Surg Glob Open. 2021;9(11):e3879. PMC: PMC8570661
  3. Rao V, et al. Response of 21 Hyaluronic Acid Fillers to Recombinant Human Hyaluronidase. Dermatol Surg. 2023;49(12):1124-1129. PMC: PMC10745246
  4. Beleznay K, et al. Considerations for Proper Use of Hyaluronidase in the Management of Hyaluronic Acid Fillers. J Cosmet Dermatol. 2025. PMC: PMC11875574